C’è pioggia e pioggia

Mi avevano fregato quell’anno: due materie a ottobre: latino e matematica.
Per matematica… passi: non capivo l’utilità di tutte quelle parentesi: tonde quadre graffe e numeri e lettere dentro e fuori che dopo aver ballato, sempre dentro e fuori riempiendo pagine e pagine, davano come risultato = Zero, sì uno Zero tondo e insolente.
Le chiamavano Espressioni.
Il mio inconscio tardivo, nonostante l’ormai oltrepassata infanzia, mi portava a galla la tonda piazzetta del mio paese, tonda e deserta animata solo dal fiotto costante del tubo d’acqua della fontana. In questa stagione l”aria ha odore di uva, di castagne, di famiglie, di casa, di mamma, di tutto e, in alcune giornate di fine estate, anche di pioggia.
Come mi piaceva annusare e correre, scavalcare i muretti di cinta dei campi e correre correre fino al torrente e poi fino alla sua confluenza nel fiume.
Per gli esami di riparazione avevo dovuto tornare in collegio e non servono commenti. Per le suore le rimandate dovevano essere guardate a vista: gli occhi sui libri, la matita in mano sempre pronta e, non ci si crede, chiudevano le persiane perché quel piccolo visibile quadrato di cielo non fosse causa di distrazione. Mi capitava di schiacciare qualche pisolino, se pur vigile e ad occhi semiaperti.
– Perifrastica attiva…Perifrastica passiva… correlazione dei tempi ….-.
Se almeno fosse ora di merenda… Se almeno piovesse… Non si sentirebbe così forte l’impulso di scappare fuori verso una qualsiasi forma di libertà!
La fantasia vola carburata dal desiderio e tra nuvole e angosce insorgono perfino nozioni erudite e memorizzate per un sei o addirittura un sette e dal XIV dell’Inferno Dante rimbomba
“Condannata innocente peccatrice (be’ un ossimoro ci sta) per aver scialacquato il suo tempo durante l’anno scolastico, per aver “bestemmiato” contro inderogabili regole comunitarie, per aver praticato “usura” scambiando una mela striminzita con un panino.
Bestemmia, usura, sodomia! “
Non esageriamo caro Dante “sodomita no”! Mi attiravano le ostie ma erano sempre sotto chiave e poi sarebbero state cibo non oggetti.
Quindi rivedi le tue sentenze e risparmiami ancora per un po’ la tua pioggia di fuoco.
A mia parziale discolpa aggiungo che tu mi piacevi tanto e che continui a piacermi nonostante mi fossi costato anche un quattro tondo tondo per aver in una verifica attribuito a te i seguenti versi che invece si trovano e stanno ancora, in un certo salmo 10 a proposito di un certo Alessandro ecc.ecc.
… farà piovere sugli empi brace fuoco e zolfo
vento bruciante toccherà loro in sorte… –
E al mio sommesso dubbio
– Copiato? – la professoressa Caponi mi urlò in faccia: Tu copi, non Dante!
E allora mi copio questo ossimoro che mi piace tanto a proposito delle fiammelle calpestate dai dannati: -fresca arsura- come dire di me – fresca vecchiaia -.