Archivio dell'autore: murachellibenedetta

Informazioni su murachellibenedetta

Sono nata a Cemmo, piccolo borgo della Valcamonica , ricco di pietre ricamate che solo in leggende poetiche possono tramandare l'irripetibile abituale quotidianità di lontane vicende, sguardi verticali, storie minuscole. Vivo a Peschiera Borromeo, cittadina conglobata nella metropoli milanese. Scrivo perché parole stregate stringono buffe alleanze con mani disubbidienti.

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Diletto Siamo soli stamattina nessuno tra te e me mio prepotente tarlo. Sii buono oggi scava piano dentro le mie spigolose cavità. Non ebbi potere, lo so ma oggi decido io chi trattengo e per l’amore che mi manca per … Continua a leggere

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L’alba

L’alba succhia al buio della notte parole e silenzi che depone nelle culle di carta dei romantici insonni mb

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Ancora una bella serata

E così ci siamo fatti anche il XXXIII canto del Paradiso. Stupefacente Dante, dopo Più di sette secoli ancora ci tiene incatenati alle sue terzine. Su alcuna ci siamo soffermati di più, forse perché arrvava con più scioltezza alla nostra … Continua a leggere

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L’epopea di Stizzi (riveduto e corretto)

“ Una gallina da corsa andò sulla pista di Monza per partecipare alla gara di formula uno. Quando vide sfrecciare le autombili a duecento km all’ora si ritirò avvilita. – Bella forza , esclamò, loro hanno le ruote! -” Quando Stizzi … Continua a leggere

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L’epopea di Stizzi (un pollo alle paraolimpiadi)

 “Una gallina da corsa andò sulla pista di Monza per partecipare alla gara di formula uno. Quando vide sfrecciare le autombili a duecento km all’ora si ritirò avvilita. – Bella forza , esclamò, loro hanno le ruote! -” Quando Stizzi … Continua a leggere

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Adoravo il tango

Adoravo il tango così selvatico strisciante lento lento veloce veloce. Di sera sfoggiavo perline e lamé e tra le braccia robuste di accaldati cavalieri cadenzavo milonghe e casché. Ci tradì l’età. E sopraggiungesti tu mio pietente pennino spuntato e non … Continua a leggere

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Vipava: il tuo fiume che quella volta fu anche mio.

Ci conoscevamo da poco, eravamo contenti o addirittura felici quel giorno. Io aggiungevo una pillolina alla mia curiosità e tu soffiavi sulla tua malata nostalgia. La prima casa alla fine del ponte sul Vipava, il serpentone che faceva un po’ … Continua a leggere

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