La liberazione

Avrei voluto scrivere qualcosa di patriotticamente importante, antropologicamente nobilitante, storicamente eroicizzante ma, quando tutto ciò accadde io ero ancora piccola e non vedevo che i brandelli sanguinanti di una guerriglia che ogni giorno lasciava morti e feriti in campi impropriamente detti di battaglia.
Erano strade, erano boschi, erano prati dove nonostante tutto fiorivano margherite, crocus, bottoni d’oro e quei piccolissimi campanellini azzurri che chiamavamo in dialetto “ugiatì de la Madona” (occhietti della Madonna). Era cominciata nel ’38, volevamo conquistare l’Africa. Anche i ragazzi del mio paese partirono al ritmo di Faccetta nera e La sagra di Giarabub. Poveri! Avevano equipaggiamenti inadeguati e l’abbigliamento cosiddetto coloniale di coloniale aveva solo il colore kaki. Sentii dire che i soldati de La Folgore, un battaglione di volontari, lasciassero in Abissinia “le scarpe al sole”. Una sintesi che faceva piangere ma che a me, confondendo volontari con le scarpe al sole faceva pensare che l’avessero fatto di proposito. In fondo era anche vero, l’ironia non risparmia nemmeno le lapidi. Dopo tre anni di esaltate vittorie e taciute sconfitte, di sfilate e canti patriottici, il fascismo cadde. Niente più balilla, niente piccole italiane e le divise sparite, eppure erano di stoffa buona. I canti sospesi e i gruppetti per le strade proibiti.
Per sussidiare l’esercito vennero tolte le campane dai campanili e la fede d’oro delle mamme e delle donne non mamme, donate alla patria. Ricordo bene questa cosa perchè vigliaccamente le fedi le fecero portare a scuola dai bambini che ovviamente tormentavano le madri fino a sfinirle e a sfilarsi  ‘sto benedetto cerchietto d’oro. In cambio ebbero un altro cerchietto di metallo, non so dire di più. Peró io volevo riassumere queste mie memorie infantili in poche righe invece vedo che sto andando per le lunghe.
8 settembre 1943:un certo Badoglio fa un discorso che viene trasmesso dagli altoparlanti. L’Italia non ce la fa piú e chiede l’armistizio. Da quel momento non ci fu più salvezza. Tutti erano nemici di tutti, tutti erano delatori dei delatori, ogni città ebbe la propria Villa Triste dove si torturava e ammazzava chiunque fosse solo sospettato di aiutare i ribelli o gli antifascisti. Noi stavamo tutti con i ribelli, stavano in montagna e quindi erano tutti montanari come noi. Mi sto perdendo di nuovo, scusate ma volevo ancora scrivere che i giorni che precedettero il 25 aprile del 1945, sulla strada del fondovalle che portava verso il Brennero, sfilavano in continuazione camion pieni di tedeschi in fuga e noi, dalle logge e dai balconi di legno delle nostre case, facevamo la gara a chi ne contava di più. Si diceva che sotto i teloni ce ne fossero anche tanti feriti.
La guerra era finita.
Eravamo tutti contenti, si poteva tirare il collo a una gallina o ammazzare un coniglio in pieno giorno e perfino il maiale non doveva essere più registrato all’ammasso con nome e cognome.
I partigiani superstiti si chiamavano a gran voce scambiandosi cameratesche pacche sulle spalle. E i fascisti? Spariti: o morti o travestiti. Questo è quello che io racconto e mi basta; primo perché non voglio ricordare di più e, secondo, perché la Storia, si fa per dire, vera l’hanno scritta in molti riempiendo più pagine dei morti in guerra.
Annunci

Informazioni su murachellibenedetta

Sono nata a Cemmo, piccolo borgo della Valcamonica , ricco di pietre ricamate che solo in leggende poetiche possono tramandare l'irripetibile abituale quotidianità di lontane vicende, sguardi verticali, storie minuscole. Vivo a Peschiera Borromeo, cittadina conglobata nella metropoli milanese. Scrivo perché parole stregate stringono buffe alleanze con mani disubbidienti.
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...