Ricordi di maestra

E’ la notte di Natale, io ho appena fatto una torta e già se ne sente il profumo, dalla TV trasmettono un tango “O mia bela Madunina”; stanno premiando Carlo Mazzarella che cerca di leggere una poesia in milanese ma non ha più voce, eh, sì! Ora è vecchio, proprio vecchio. Mi ricorda un Natale ai Martinitt. Per l’occasione, c’era uno spettacolo e Mazzarella appunto, con tono pesantemente accorato (era già bello grasso), diceva che i Martinitt erano nel cuore dei milanesi e che lui si sentiva il papà di tutti. Uno dei miei scolari raggomitolandosi sulla poltroncna di legno e strigendo le mani sul cuore, gridò “Papa baciami il…” Ci fu ovviamente un certo scompiglio e un giudizio irripetibile sul mio -non modo- di educare quei “poveri ragazzi”.
Chissà se nella vita “quei poveri ragazzi” avranno potuto dimenticare quel senso di umiliante pietà che era abbondante razione quotidiana, distribuita a colazione, pranzo, merenda e cena, insieme alle nerbate morali ammiccanti alla loro condizione di fortunati ospiti di una tanto importante e generosa struttura. Alcuni erano sempre silenziosi, altri sempre rumorosi e insolenti. Marizio era tra quelli che non volevano scrivere ma accadde che un giorno mi trovai nella tasca del cappotto un foglietto con poche righe e la grafia stentata: “E’ per te, diceva, vedi che scrivo ma non sono io che scrivo è questo cespuglio così pieno di fiori gialli che ha dimenticato le foglie verdi nei vasi dei gerani della mia mamma, erano belli ed erano rossi. Questi fiorellini gialli sono così tanti e fanno tanta luce, però io preferisco il buio”. Tra le parole spiccavano fiorellini colorati di giallo come i fiori della forsizia che, in primavera, rivestono il cespuglio prima delle foglie. Ingenuamente, gli portai una piantina di gerani dicendogli che gli avrebbe potuto ricordare un po’ casa sua. Non la volle, mi disse che non ricordava di avere scritto un biglietto. Nel suo quaderno c’erano solo Dettati, esercizio giornaliero imposto dalla maestra che mi aveva preceduto.
Solo l’anno successivo, incominciò a scrivere i suoi pensieri. In qualche modo, evidentemente, aveva rappezzato i suoi traumi. Ovunque tu sia Buon Natale Maurizio, spero che tu possa aver ritrovato tanti gerani almeno quasi uguali a quelli della tua mamma.
Mi è venuto questo ricordo e un po’ di malinconia. Ma domani si fa festa.
Auguri a tutti.

Annunci

Informazioni su murachellibenedetta

Sono nata a Cemmo, piccolo borgo della Valcamonica , ricco di pietre ricamate che solo in leggende poetiche possono tramandare l'irripetibile abituale quotidianità di lontane vicende, sguardi verticali, storie minuscole. Vivo a Peschiera Borromeo, cittadina conglobata nella metropoli milanese. Scrivo perché parole stregate stringono buffe alleanze con mani disubbidienti.
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...